Come si raffredda un data center?

Come si raffredda un data center?

INTRODUZIONE

In questa nuova era digitale, la gestione dei centri di dati è una task fondamentale nei processi di implementazione e trasformazione digitale delle aziende.

Prendersi cura al massimo dell’investimento in ICT è indispensabile. E in questo delicato compito la refrigerazione dei centri di dati assume grande importanza.

CHE COS’È UN CENTRO DI DATI?

Cominciamo dalle basi. Un Centro di Elaborazione Dati (noto anche come Internet Data Center) è il luogo fisico in cui si trovano enormi computer che ospitano i dati che successivamente circolano nella rete e ai quali abbiamo accesso con pochi clic.

Qui si trovano, protetti da interferenze esterne e con scrupolosi protocolli di sicurezza, tutte le apparecchiature elettriche, reti, sistemi e cablaggi necessari per custodire al sicuro i dati e i servizi delle aziende.

COME REALIZZARE LA REFRIGERAZIONE DEL CPD?

I CPD funzionano continuamente, consumando una grande quantità di energia ogni minuto. Il rischio di alte temperature e surriscaldamento è reale e deve essere preso in considerazione.

Per questo motivo, le aziende adottano sistemi per la refrigerazione dei centri di dati, consentendone la cura e la conservazione. L’idea è di prolungare la vita di questi CPD e, soprattutto, garantire il corretto alloggiamento dei dati dei loro utenti.

La refrigerazione attraverso condizionatori d’aria o ventilatori è la soluzione più utilizzata e diffusa dalle aziende. Comporta l’installazione di unità di condizionamento specializzate che forniscono una climatizzazione ottimale. Può essere realizzata attraverso il pavimento o il soffitto. L’obiettivo è produrre potenti flussi d’aria che raffreddino le macchine ed evitino i surriscaldamenti. I ventilatori creano corridoi d’aria. Questo metodo è progettato da ingegneri specializzati che analizzano il luogo, misurano le correnti e stabiliscono la temperatura esatta a cui deve rimanere la stanza. È un sistema utilizzato da grandi aziende come Google, famosa per il suo metodo del “corridoio caldo”.

La refrigerazione ad acqua è un’alternativa molto utilizzata che offre un eccellente rendimento alle aziende, sebbene sia un metodo leggermente più costoso poiché è più sofisticato e moderno. Esistono due metodi di base con molteplici varianti: da un lato ci sono i refrigeratori a liquido con compressori scroll, che funzionano come dry cooler, utilizzati in contesti più industriali (CPD di grandi dimensioni), e dall’altro abbiamo i refrigeratori ad acqua con torri di raffreddamento. Gli esperti nel settore delle tecnologie dell’informazione tendono a preferire questo metodo poiché ritengono che migliori l’efficienza dei computer e potenzi il flusso di dati in modo rapido ed efficace.

La refrigerazione a carbonio è una soluzione ottimale a medio e lungo termine. Parliamo di un gas refrigerante ecologico, inodore, che è certamente economico e ha una grande capacità di raffreddamento. Utilizza (principalmente) un sistema in cascata, progettato appositamente per raffreddare mentre risparmia energia e costi. È ideale per CPD piccoli ma stabili. Con il CO2 punteremo a un ciclo di vita più lungo per i nostri equipaggiamenti.

Queste sono le principali formule di refrigerazione attualmente esistenti, le più utilizzate, sebbene l’ingegneria elettrica stia sviluppando altri metodi alternativi che stanno guadagnando terreno, come la refrigerazione con pannelli, una soluzione senza dubbio più sostenibile e innovativa.

In ogni caso, la refrigerazione è un’attività indispensabile per immagazzinare e proteggere i dati delle aziende e delle entità in tutto il mondo. Investire in essa significa investire nella nostra sicurezza.

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